Archive for gennaio 2012

” Se capire è impossibile, conoscere è necessario”, Primo Levi

gennaio 27, 2012

Riprendiamo da  www.ucei.it

Il 27 gennaio 2012, nel sessantasettesimo anniversario dall’apertura dei cancelli di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa, celebriamo per la dodicesima volta in Italia il Giorno della memoria.

… Il Giorno della Memoria, che è stato istituito con una Legge dello Stato che coinvolge, ed è fondamentale, il mondo della scuola, in questi anni ha contribuito a generare in tanti giovani gli anticorpi contro il pregiudizio, a diffondere una cultura dell’accoglienza, del rispetto delle diversità. E anche, ci auguriamo, a stimolare la voglia di conoscere, di studiare, di approfondire la storia.

… Nel 2012 cade il venticinquesimo anniversario dalla scomparsa di Primo Levi, lo scrittore torinese che con le sue alte testimonianze ha contribuito a descrivere e decifrare la barbarie dei campi di sterminio. I suoi libri sono un patrimonio di tutto il mondo, e uno degli strumenti di conoscenza di maggior valore. “Se capire è impossibile, conoscere è necessario”, ha scritto.

…                                                                                                                        Renzo Gattegna, Presidente Unione Comunità Ebraiche Italiane

Per Stefania Noce

gennaio 25, 2012

26 gennaio 2012, in ricordo di Stefania Noce

Noi donne e uomini di Senonoraquando Cittadella ricordiamo la morte di Stefania Noce e di tutte le vittime della violenza di genere.

Domani all’imbrunire accenderemo le candele alle finestre di casa e le terremo così fino a notte.

Tutte insieme la nostra visione diventa realtà, di M. Barausse Snoq Ancona, da Senonoraquando.eu

gennaio 17, 2012

Queste sono le nostre osservazioni . 

Cara Marina,

siamo convinte che la tua lettera aiuti a riflettere su cose importantissime e alcune sono queste.

- Snoq (promotore, territoriale, regionale…) rappresenta per molte di noi donne un “luogo” dove ci sembra che la riflessione, la ricerca di strategie, la proposta sui buoni modi per vivere meglio per il maggior numero di persone, sono possibili e si stanno attuando.

Lo vorremmo un luogo dove c’è una incrollabile convinzione che bisogni perseguire                         obiettivi di giustizia, individuale, sociale, di genere, d’ambiente, di risorse.

E anche dove non ci sono mediazioni – trattative sull’altezza degli obiettivi, ci può essere gradualità nel raggiungerli ma restano irrinunciabili.

Crediamo sia una speranza, un investimento sull’ipotesi che si applichino le categorie dell’etica alla politica.

Poi (pensando ai piccoli gruppi, come noi siamo) una questione sul metodo.

- Per noi, Snoq è che ci si incontri per analizzare proposte e farne, per leggere e valutare fatti documenti esperienze di governo e parteciparvi – potendo.

Per noi questo è un laboratorio di produzione di pensiero, di consapevolezza indipendente, di vigilanza democratica diffusa, che può dare ritorni di conoscenza sulla realtà dei territori utili per l’azione generale di Snoq.

Ci sono tanti aspetti da organizzare.

Come si può fare un movimento efficace, chi lo fa, cosa contiene, dove si dirama, con che soldi si porta avanti?

Come organizzare la rete, la circolarità delle informazioni, delle elaborazioni?

Le avvocate, le economiste, le informatiche, le maestre come possono contribuire nei territori? Aiuto… speriamo che la nostra intensità creatività pensiero voltaggio e numero riusciranno a trasformare!

Grazie e molti abbracci,

donne di Snoq Cittadella

Risposta a Vita in un piccolo coordinamento Snoq

gennaio 8, 2012

In questi giorni  i miei pensieri erano corsi a ritroso, stimolati dalla lettura disordinata e più o meno casuale di alcune considerazioni su “Se non ora quando?”  colte da varie fonti, anche di qualche tempo fa.

Avevo sentito così la necessità di ritornare al 13 febbraio 2011,  al mio e al nostro 13 febbraio, alle parole che lo avevano segnato, a quel comune e contemporaneo insorgere civile che dava voce ad un sentire etico ed alto. Permettetemi l’apparente aulicità o enfasi. Etico ed alto: credo proprio che sia stato così. E così continua ad essere nella “Vita in un piccolo coordinamento Snoq”.

Credo  sia da ricordare il momento iniziale, e per quanto ci riguarda l’avete già concretamente fatto e tradotto nel blog oggi.

Critiche, perplessità, punti di vista differenti, dissonanti anche, possono essere sale del dibattito. Così come le azioni “politiche” nei piccoli gruppi territoriali possono costruire i frammenti che danno corpo all’azione  che può essere agita nei luoghi ufficiali del potere.  Quando invece si esprimono ostilità demolitive che celano anche altre dinamiche, ben sintetizzate in un precedente commento di Daniela, a mio avviso si mette in atto l’esatto contrario della lungimiranza e si pongono solide premesse per scivolare ahimé nell’autolesionismo. Che peccato!

Margherita Didoné

Vita in un piccolo coordinamento Snoq

gennaio 8, 2012

Il problema, per il nostro piccolo gruppo Snoq, è stato di darci un obiettivo per esercitare il nostro desiderio di osservare alcuni fatti della realtà, formulare letture ed analisi, fare ipotesi su come si possono risolvere politicamente i problemi. Allora abbiamo capito che ad ogni incontro dovevamo fissare due punti fermi ricorrenti: un osservatorio sui fatti locali ed uno sui fatti o documenti nazionali o internazionali su cui fare ragionamento, discussione, ascolto di esperienze di politica vissuta.

Poi, ora, inizieremo a studiare elementi di base di economia e welfare -il tema è stato lanciato da Margherita e ci ha trovate d’accordo- con saggi, documenti (soprattutto, ma non solo, di economiste), con l’insegnamento di un’ esperta che c’è fra noi, Graziella, e di economisti che lei potrà coinvolgere.

Adesso speriamo molto nelle risorse (di competenze  analisi progetti) che si stanno attivando all’interno della rete di donne Snoq per fare entrare nel tessuto del territorio iniziative di dibattito, di proposizione di teorie socialmente evolute, di cambiamento verso la giustizia sociale, ecc…  perché da sole non riusciamo a sostenerne il peso.

Non capiamo perché questo dovrebbe essere “fare filosofia” che nell’ implicito pensiero vernacolo sottintende cosa che non serve a niente. Magari riuscissimo a fare qualche riflessione di filosofia politica o di etica della politica, come dice Daniela! Magari riuscissimo anche con questo a cambiare qualcosa, fosse solo all’altezza del nostro naso, come dice Maribel.

Maddalena, Giulia, Eva, Gilberta, Maribel, Graziella, Daniela e Margherita a Cittadella

Snoq, Bassano del Grappa

gennaio 2, 2012

Riproponiamo il tema indicato dalle donne di Snoq Bassano alla manifestazione del giorno 11.12.2011 a Venezia. E’ pubblicato nel blog  Se non ora quando Venezia.

 Per noi la sfida è prima culturale che politica, perché ci dobbiamo riabituare a spazi di confronto che ci permettono di uscire dalle nostre nicchie, per trovare somiglianze e trasversalità che diventano poi delle proposte politiche, se sostenute collettivamente.

 Questo punto per noi è centrale: significa mettersi in gioco in primis a livello personale, senza delegare o attendere proposte a cui aderire semplicemente come spettatori.

 Questa per noi al momento è la più grande fatica, ma anche la sfida più alta.    Snoq Bassano del Grappa



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